Per una paziente che si avvicina per la prima volta ad un percorso di PMA, le tecniche possono sembrare inizialmente molto simili tra loro, non riuscendo a cogliere le differenze tra la Fecondazione in Vitro - FIVET, ICSI e IUI. Soprattutto nella fase iniziale, il paziente deve essere guidato dallo specialista nelle varie tappe del percorso, prestando attenzione a spiegare e ad illustrare le terapie alle quali si sottoporrà, utilizzando un linguaggio a lui comprensibile. Molto spesso, però, il dialogo dottore-paziente viene meno, con il risultato che quest’ultimo si trova costretto a raccogliere informazioni online presso forum o blog, confrontandosi con altri pazienti e ricevendo in molti casi indicazioni errate. A tal proposito, cerchiamo di elencare brevemente le principali tecniche di PMA, facendo emergere le differenze tra FIVET, ICSI e IUI.
FIVET sta per Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer e rappresenta la prima tecnica di fecondazione artificiale utilizzata. La FIVET è consigliata per le coppie con problemi di fertilità appurati: per la donna soprattutto in caso di patologie tubariche (ostruzione delle tube di Falloppio) mentre nel caso dell’uomo quando si riscontrano problematiche lievi del nel liquido seminale. Questa tecnica può essere utilizzata soprattutto in pazienti che abbiano già concepito naturalmente, perché si è più certi della capacità degli spermatozoi di penetrare spontaneamente all’interno della cellula uovo. Per entrare più nel dettaglio delle differenze tra FIVET, ICSI e IUI illustriamo il funzionamento di questa prima tecnica. Con la FIVET o la fecondazione in vitro, il concepimento avviene esternamente al corpo della donna: gli spermatozoi penetrano spontaneamente all’interno dell’ovocita, ma il tutto avviene all’interno di una provetta. Una volta formato, l’embrione viene inserito nell’utero con la speranza che attecchisca. Ma come si svolge nel dettaglio la FIVET o fecondazione in vitro?



